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Lettera aperta inviata al Presidente Nazionale Gen. TRICOMI il 1* dicembre 2011 dal Socio Dott.Renato Gentilini - Sezione di Bologna
Al Gen. Giovanni Tricomi - Presidente U.N.U.C.I.
R O M A
Egregio sig.Presidente,
Ho ricevuto stamattina il n.7/8 (Ottobre) della Rivista UNUCI e ho letto con piacere il Suo editoriale.
Premesso che io sono socio Unuci da 55 anni, da quando cessai il servizio militare come Sottotenente della Sanità Militare, ruolo Farmacisti e che sono figlio di uno dei primi ufficiali “piloti aviatori” italiani (1917- Ghedi), sono stato doppiamente lieto che la Presidenza del nostro sodalizio fosse stata affidata ad un “aviatore”.
Proveniente dal complemento, ho sempre considerato troppo di vertice la struttura dell’UNUCI, con l’inevitabile conservazione della mentalità gerarchica delle Forze Armate. “Gli ordini si eseguono, non si discutono”. Questo è giusto e cosi deve essere in un organismo militare , ma in una Associazione di “ex” o di “pensionati” non costituisce a mio parere un punto di forza, ma un punto di debolezza.
Ho detto che ho letto con piacere il Suo editoriale perché finalmente c’è una sincera apertura ai Soci per anni considerati solo dei numeri utili per le casse del sodalizio.
Nel secondo capoverso della seconda colonna Lei scrive “ Al Presidente di sezione ( e a tutti gli iscritti) viene riconosciuto eccc..
Lei ribadisce anche che “ sia giunto il momento di operare i giusti aggiustamenti . condivisi e accettati da tutti i responsabili ai vari livelli, ma anche dai singoli soci, ecc…..
Oggi, 1 dicembre, leggo in ritardo ma con piacere la lettera che Lei 5 mesi fa ha inviato ai Delegati Regionali e ai Presidenti di Sezione, dove ad un certo punto scrive: in tal modo, al Presidente di Sezione ( e a tutti gli iscritti) viene accreditato quel ruolo di responsabilità attivo e fattivo ecc….
E’ la prima volta, in tanti anni, che leggo parole così precise e così importanti e di questo gliene do atto. Ancora al punto 9, per concludere queste sottolineature che non sono del tutto casuali, Lei scrive: Sarebbe oltremodo auspicabile che il citato parere comprendesse anche quello dei Presidenti di Sezione e della Base societaria …..(grazie per la B maiuscola!.
Ma vede, caro Presidente, chi le scrive non era a conoscenza di tutto questo e se nessuno gli ha mai fatto conoscere progetti, inviti e decisioni, come potevo far sentire la mia voce, collaborare suggerendo soluzioni, come poter svolgere quel ruolo di responsabilità cui Lei fa cenno.?
Perché nessuna notizia in proposito è mai stata pubblicata sul sito internet dell’associazione ?
Consideri anche che io non faccio parte della grande maggioranza che ahimè non partecipa alla vita associativa. Io frequento la sezione, sono il Direttore Responsabile del periodico “La Voce dell’UNUCI”, notiziario della Sezione di Bologna, gestisco come webmaster il sito web della stessa Sezione (unucibologna.it), partecipo alle attività ricreative (gite, visite culturali ecc..) , e nonostante questo, nessuno ha chiesto il mio parere, vengo a conoscenza cinque mesi dopo di una lettera inviata dal Presidente, leggo in dicembre di una proposta di riforma amministrativa maturata in giugno con risposte da dare entro il mese di luglio…ecc
Le sembra questo il sistema per ottenere il coinvolgimento della “Base societaria” ?
Se io avessi potuto esprimere un parere, che deriva anche dalla mia attività civile di Dirigente Industriale”, Le avrei detto che, al di la delle belle parole e delle pie intenzioni, la vera riforma amministrativa era quella del completo decentramento amministrativo.
Senza tante parole o sigle bastava dire che le Sezioni, sulla base del numero d’iscritti e del loro budget , potevano riscuotere le quote, destinando poi - ad esempio - il 10 o l’11% alla Sede Centrale da Lei definito “Organo unificante delle varie realtà territoriali”.
Con riferimento alla tabella dei costi pubblicata a pag.22, non ha alcun senso nell’ambito di quella semplificazione funzionale (semplificare vuol dire anche aumentare l’efficienza) da Lei sostenuta con forza, che la metà degli introiti destinati al funzionamento delle sezioni sia centralizzato presso la Presidenza. Che senso ha la colonna D ? Se i costi sono accertati per il “funzionamento della struttura periferica” perché l’utilizzo di questi fondi (le “spese”) deve essere accentrato presso la Presidenza e non lasciato alle specifiche competenze delle Sezioni ? Mi spieghi l’incongruenza tra un preventivo di 108.000 euro per “affitto locali” e di ben 131.000 euro per spese condominiali ? Quando mai si spende più di condominio che di affitto ? Come pensa in concreto di ottenere azioni di autofinanziamento da parte delle sezioni quando il risultato sarà poi in gran parte gestito dall’Organo Centrale. ?
Mi limito ad alcuni punti essenziali e non entro nel merito dell’ammontare delle singole voci di spesa perché, pur avendone la specifica competenza, non ho elementi di giudizio.
Ho notato che il vostro preventivo d’entrate è basato sulla stabilità delle iscrizioni e dei rinnovi (27.000), ma purtroppo l’afflusso di iscritti provenienti dal servizio di complemento è cessato, e data purtroppo l’età media (chi le scrive è ormai ai “tempi supplementari” avendo 79 anni) che si innalza costantemente, non può che far peggiorare la previsione.
Infine, mi piacerebbe sapere , da quale fervida e innovativa mente è uscita l’idea di cambiare nome ai soci non appartenenti ai veri ufficiali in congedo. Mi riferisco agli “Amici dell’Unuci” , spesso Signore, mogli o vedove di Ufficiali, che ora sono chiamati “aggregati”, termine che sarà corretto nella lingua Italiana, ma è come dire “non sei più un amico, ma una persona “aggiunta”.
Da qualche conoscente ho sentito dire: – Mi sentivo accettato come “Amico”, aggregato non mi piace, suona come “sopportato dalla casta”.-
Concludendo, accetti queste righe come contributo a quell’opera di cambiamento e di snellimento della struttura che ha iniziato a compiere.
Fatti, non parole. Ce lo ha ricordato l’Europa anche in questi giorni.
La saluto cordialmente - Dr. Renato Gentilini (Sezione di Bologna)
nel caso il lettore non ricordasse l'editoriale del Gen.Tricomi può accedere all'immagine che lo riproduce integralmente cliccando QUI
A questa lettera ha risposto due mesi dopo, in data 9 febbraio 2012 (su incarico del Presidente) il VicePresidente Nazionale Gen.C.A- Pietro Solaini (vedi cliccando QUI) oppure può essere scaricata cliccando qui.
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